La Mercedes, in Giappone, conquista la vittoria con Bottas e grazie anche al terzo posto di Hamilton si è aggiudicata per la sesta volta consecutiva il titolo costruttori. La Ferrari si deve accontentare del secondo posto di Vettel dopo aver monopolizzato, in qualifica, la prima fila del GP di Suzuka. Deludente la corsa di Leclerc che non ha avuto uno start impeccabile e alla curva 1 si è toccato con la Red Bull di Verstappen danneggiando la gara del pilota olandese e la sua visto che è stato costretto alla sostituzione dell’ala anteriore. Alla fine, il pilota monegasco è riuscito comunque a raccogliere dei punti terminando al settimo posto.

La Ferrari in qualifica è la vettura da battere
La domenica per il team di Maranello si era messa nel migliore dei modi con l’ennesima pole conquistata. Dalla pausa estiva in poi, la SF90, è sempre stata la regina contrastata nella sessione di qualificazione. In questa occasione la prima posizione è stata conquistata da Sebastian Vettel che è riuscito a precedere Leclerc. Mercedes, nonostante gli aggiornamenti aerodinamici, non ha potuto contrastare la forza della vettura italiana sul singolo giro. La differenza, come succede spesso nelle ultime gare, l’ha fatta la velocità sul dritto della SF90 che, rispetto a venerdì, ha scaricato ulteriormente l’ala posteriore per ottenere un miglior bilanciamento della monoposto. Questo assetto aerodinamico ha fatto volare la SF90 sul dritto ma si è ben difesa anche nei tratti guidati come il primo e secondo settore dove ha raccolto degli intertempi migliori rispetto a quelli della Mercedes.

Quello che è stato appena scritto lo possiamo evidenziare grazie all’analisi telemetrica di venerdì confrontata con i dati delle qualifiche disputate domenica mattina. Dai grafici potete notare la differenza fatta sul dritto che, venerdì, durante le Prove Libere2, non era così evidente.

Anche nelle curve la SF90 è stata molto veloce ed ha sorpreso specialmente nel primo settore dove, in FP2, pagava un distacco piuttosto pesante nei confronti della Mercedes.

Solo nell’ultimo settore la W10 è stata leggermente più veloce rispetto alla Ferrari ma il gap accusato nei primi due settori non gli ha permesso di infastidire la Rossa.

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