
Il grande Circus della F1, dal glamour di Montecarlo, passa allo scenario di Montreal (Canada), sede del settimo appuntamento del Mondiale 2017. Una pista dalle caratteristiche completamente diverse da quelle del Principato: basso carico, lunghi rettilinei, grandi frenate ed accelerazioni. Un circuito “Stop&Go” nel quale la potenza della power unit ed anche la trazione saranno determinanti.
La Ferrari arriva al round nordamericano cercando una vittoria che manca da quattro gare. L’obiettivo ora è chiaro: vincere sul tracciato dedicato al mitico Gilles Villeneuve. Ma quali sono i precedenti su questa pista per Maranello? Sono 13 le stagioni nelle quali la Ferrari non vede il gradino più alto del podio: in totale la scuderia italiano ha totalizzato Oltreoceano 11 vittorie e val la pena ricordarne due in particolare: quella del 1995 di Jean Alesi e l’ultima, quella del 2004, firmata da Michael Schumacher (a segno con il Cavallino in 6 circostanze).
Nel 2004 la situazione era piuttosto critica in qualifica: ben 5 vetture gommate Michelin a precedere Schumi e Barrichello (gomme Bridgestone). Si prospettava una gara in salita. In corsa, però, le Rosse seppero trasformarsi. A differenza del time-attack le mescole giapponesi, sulla lunga distanza, offrivano una prestazione molto più consistente e la strategia di due soste, contro le tre dei rivali (Ralf Schumacher (poleman), Button, Trulli, Montoya ed Alonso) fruttò al tedesco del Cavallino un’insperata vittoria davanti al suo compagno di squadra mentre spettò alla Bar Honda di Button chiudere la top3. Una doppietta, dunque, come quella di Monaco nel 2001, bissata l’anno scorso. Che sia un segno del destino? I 4361 metri canadesi ci daranno la risposta che aspettiamo.
Si riparte dal +14 di Lewis Hamilton su Sebastian Vettel, si riparte dalla voglia del tedesco di riprendersi la scena, si riparte dalla voglia delle seconde linee che vogliono mettersi in mostra e non sfigurare davanti i compagni di box. Si riparte da Montreal, terra delle opportunità.






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