È solo la prima sessione di prove libere, ma l’Hungaroring mantiene le promesse e si conferma circuito indecifrabile per le Mercedes, mentre d’incanto si risvegliano le Red Bull. L’anello tortuoso che si snoda lungo le colline appena fuori da Budapest non a caso ricorda un po’ Montecarlo, a parte i muretti: curve lente che esaltano il potenziale della vettura progettata da Adrian Newey. Per il momento comanda Ricciardo, come era avvenuto nel Principato con pole e vittoria, ma il margine sulla Ferrari di Sebastian Vettel è di appena 79 millesimi di secondo. Appena dietro c’è Verstappen mentre Kimi Raikkonen è staccato di tre decimi.
Red Bull dunque velocissime, soprattutto considerando che l’australiano (come il compagno) ha fermato il cronometro sul miglior tempo montando le gomme soft, meno prestazionali rispetto alle ultrasoft di Sebastian Vettel. In difficoltà invece le Mercedes, soprattutto con Hamilton che sulla pista sporca ha faticato a controllare la sua W09 lamentandosi più volte dell’assetto via radio con i box. Chiude con il quinto posto, quattro decimi davanti al compagno di squadra Bottas. In pista finalmente è sceso anche un italiano: Antonio Giovinazzi, terzo pilota Ferrari, ha sostituito sulla Sauber il promesso rosso Charles Leclerc. Terz’ultimo tempo per il pugliese, quattro decimi meglio del compagno di team Ericsson (ultimo) che ha danneggiato il fondo della propria vettura. Haas e Sauber hanno montato un’evoluzione del motore Ferrari che anticipa la EVO3 pronta per il Cavallino a partire da Spa.
Prima sessione di prove libere Gp di Ungheria
Tra parentesi il pneumatico utilizzato per il miglior tempo
1. Ricciardo (Red Bull) 1’17”613 (soft)
2. Vettel (Ferrari) 1’16”692 (ultrasoft)
3. Verstappen (Red Bull) 1’17”701 (soft)
4. Raikkonen (Ferrari) 1’17”948 (soft)
5. Hamilton (Mercedes) 1’18”036 (soft)
6. Bottas (Mercedes) 1’18”470 (soft)
Seconda sessione di prove libere dalle 15 alle 16,30







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