Dopo il Gp del Giappone, i team, si trasferiranno in Messico per correre sul bellissimo tracciato Intitolato ad Hermanos Rodriguez. Sarà un appuntamento molto particolare perché i team dovranno affrontare i problemi legati all’altitudine del tracciato visto che si correrà in altura dove l’aria è più rarefatta. Sarà una settimana cruciale per la Formula 1 perché Hamilton ha la grossa chance di aggiudicarsi matematicamente il Mondiale piloti numero 6.
Il circuito è in altura a ben 2240 m slm
Il tracciato messicano è collocato ad una quota di 2240 metri e questo provocherà diversi problemi ai team e alle monoposto.
La pista è formata da due rettilinei piuttosto lunghi; quello principale è lungo 1310 metri e verrà percorso full gas per 15.5 secondi con una velocità massima raggiungibile pari ad oltre 340 km/h mentre, quello secondario, misura 560 metri e verrà percorso in 7.6 secondi.
Sono 9 le curve lente e molte di queste sono collocate nel terzo settore che tutti conoscono come quello dello stadio. Su queste curve sarà importantissima la trazione e sarà fondamentale arrivare nell’ultima parte di pista con le gomme in finestra per non avere un eccessivo scivolamento del posteriore.
E’ poco sensibile all’effetto peso in quanto 10 kg di carburante in più equivalgono ad un ritardo pari a 0,12 secondi. E’ molto sensibile, invece, alla potenza in quanto avere 10 cv in più ti permette di essere più rapido di circa 0,24 secondi al giro.
I punti chiave del tracciato
La partenza sarà un momento cruciale visto che la distanza tra il punto di start e la prima staccata è di ben 948 metri. A questa staccata piuttosto importante le vetture arriveranno con velocità molto elevate, superiori ai 340 km/h, in ottava marcia. I piloti dovranno gestire accuratamente il riscaldamento delle gomme in fase di giro di formazione prima dello spegnimento dei semafori.
Un altro punto molto importante è la staccata di curva 4 dove sarà possibile portare a termine delle manovre di sorpasso. Dopo l’uscita dalla curva 3 i piloti affronteranno un rettifilo molto veloce, in leggera discesa, dove si potrà utilizzare lanche l’ala mobile. I piloti arriveranno alla staccata di curva 4 ad altissime velocità e dovranno affrontare la seconda frenata più importante del tracciato con un picco di decelerazione pari a 5.0 grammi.
Mercedes con problemi di cooling, Ferrari e Red Bull favorite?
Mercedes, sul tracciato messicano, ha sempre sofferto: terzo posto nel 2017 con Bottas e solo piazzamenti a punti per Hamilton. Anche quest’anno, la W10, sarà costretta ad una gara di difesa. Ancora più che nelle scorse stagioni, la Power Unit anglo-tedesca soffrirà particolarmente la rarefazione dell’aria perché, da inizio stagione, soffre di surriscaldamento e questo non permette ad Hamilton e Bottas di sfruttarne tutti i cavalli.
La favorita, visto anche le recenti prestazioni, è la Ferrari che potrà far valere la forza della Power Unit sul lungo rettifilo di 1192 metri. Red Bull, vincitrice dell’edizione 2017 e 2018, avrà una grossa chance di ben figurare visto che, anche in questo 2019, ha dimostrato di ben comportarsi su piste in altura (vedi Red Bull Ring).







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