L’analisi tecnica del GP di Monza che ha riportato la Ferrari sul gradino più alto del podio dopo nove anni:
A livello prestazionale, Mercedes, è sembrata avere, in condizioni di gara, qualche decimo di vantaggio nei confronti della Ferrari, M il team di Maranello ha usato la sua arma migliore che, in questa stagione, è rappresentata dalla velocità che la SF90 riesce ad esprimere sul dritto. La Mercedes, nonostante il continuo uso del DRS, non è mai riuscita ad impensierire Charles Leclerc. Su questo tracciato, come sappiamo, si utilizzano ali piuttosto scariche e, proprio per questo motivo, il DRS è meno potente rispetto ad altri circuiti. Dalla simulazione il vantaggio è stimato in circa 5 km/h, mentre, su altre piste, si arriva ad un guadagno di velocità superiore ai 10 km/h. In Mercedes erano convinti di disporre della monoposto più veloce sul giro ma sapevano che, in pista, sarebbe stato piuttosto difficile scavalcare le due Ferrari. Per questo puntavano molto nella partenza e sulla strategia ma, in Ferrari, sono stati bravissimi e sono riusciti a mantenere in ogni occasione la leadership della gara.

Perché Ferrari non ha sofferto con le gomme?
La SF90, nella giornata di venerdì, non aveva brillato nella simulazione di gara specialmente con i compound più duri. Proprio in quell’occasione avevamo segnalato che, la situazione, era destinata a migliorare perché, durante le FP2, la temperatura della pista era piuttosto bassa e questo non permetteva ai due piloti di sfruttare gli pneumatici nella giusta finestra di funzionamento. L’innalzamento termico che c’è stato da venerdì a domenica ha annullato questa difficoltà, infatti, Charles Leclerc non ha avuto nessun problema con le gomme. Anzi, sia con le soft che con le hard, è stato bravissimo a non stressare oltre modo le posteriori e così facendo non ha avuto difficoltà nel controllare gli attacchi di Hamilton e Bottas.






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