Da Montecarlo a Montrèal, dopo il quale il primo terzo di campionato andrà in archivio. La Formula 1 va in Canada con Lewis Hamilton e la Mercedes in testa alle rispettive classifiche, ma con Ferrari e Red Bull che ancora non mollano.
IL CIRCUITO – In principio, per la precisione negli anni ’60, il Gran Premio in terra canadese era ospitato su due tracciati differenti: quello del Mosport Park e quello del Mont-Tremblant, che si alternavano stagione dopo stagione. Il secondo, tuttavia, venne presto giudicato troppo pericoloso, per cui il GP locale venne ospitato fino al 1977 sulla prima pista. Da quel momento, però, le autorità del Canada decisero di costruire un nuovo tracciato in onore del loro beniamino, Gilles Villeneuve. Il nuovo circuito, quello di Montreal appunto, prese piede sull’isola di Notre Dame e ad oggi è lungo 4,361 km e presenta un layout “stop and go” di quindici curve che costringe i piloti a brusche frenate ed altrettante ripartenze da bassa velocità.
Torna a contare il motore – Quella di Monaco è una pista tortuosa sulla quale il motore contava in fatto di coppia e guidabilità, mentre in Canada la potenza tornerà prepotentemente al centro della scena, visti i lunghi rettilinei che caratterizzano il tracciato canadese. In comune con Monaco Montreal ha la presenza dei muretti ai lati della pista, soprattutto il famigerato “Muro dei campioni”, quello in uscita dall’ultima chicane. Come detto in Canada conterà il motore, ma anche la reattività in curva (tante le chichane presenti) e soprattutto la stabilità in frenata, in una delle piste più esigenti per l’impianto frenante.
Tra gomme e novità – In Canada saranno nuovamente presenti le gomme hypersoft, cosa che porrà un’attenzione ancora maggiore sulle strategie di gara. Il comportamento delle coperture più morbide sarà da tenere d’occhio sin dalle libere del venerdì, perchè in caso di consumo eccessivo non sarebbe impensabile vedere una gara in cui i piloti saranno costretti ad effettuare due soste. Insieme al capitolo gomme, che certamente indirizzerà lo svolgimento della gara, sarà da tener d’occhio anche le novità che verranno portate in pista, soprattutto a livello di motore, un po’ per tutti i motoristi, dunque Ferrari, Mercedes, Renault ed Honda. Considerando i tre motori a pilota per la stagione di 21 gare, in teoria il secondo motore dovrebbe essere utilizzato dal Gp successivo in Francia, ma considerando la “fatica” delle prime power unit e l’importanza del motore in Canada, non è escluso vedere impiegati motori “freschi” per affrontare l’esigente prova canadese.
Dopo la vittoria in quel di Monaco, Daniel Ricciardo e la Red Bull stanno tornando più in forma che mai: la RB14 è cresciuta rispetto all’inizio della stagione e ora l’australiano può cominciare a fare qualche pensierino nell’andare a caccia della leadership di Campionato. Saldamente tenuta dalla prima guida della Mercedes, un Lewis Hamilton che l’anno scorso, a Montreal, aveva gestito abilmente una gara dal primo all’ultimo giro. Tra i due Sebastian Vettel cercherà di far valere il potenziale della sua Ferrari, che dopo le brillanti prestazioni degli ultimi round è finita sotto i riflettori per alcune presunte irregolarità. Sulla SF71H, invece, tutto è perfettamente legale: riuscirà la monoposto del Cavallino Rampante a centrare il colpaccio sul circuito canadese?






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