Il prossimo fine settimana il campionato Mondiale di Formula 1 girerà la boa di metà stagione. Il rientrante Gran Premio di Germania sarà l’undicesima delle ventuno tappe del calendario 2018, e darà il via al girone di ritorno di una stagione ancora ben lontana dall’aver definito le sue gerarchie. Le prime dieci gare hanno disegnato una classifica apertissima per le volate Mondiali, ma offre allo stesso tempo molti spunti di valutazione sul lavoro svolto da team e piloti in questa prima parte di stagione. I numeri radiografano progressi e arretramenti, anche clamorosi, dando una proporzione chiara dei valori in campo. Vediamole nel dettaglio.
Ferrari: avanti su tutti i fronti
Nel bottino di metà stagione ferrarista a spiccare è la prima posizione nella classifica Costruttori. Dodici mesi fa Sebastian Vettel era leader tra i piloti (ma con una sola lunghezza di vantaggio su Hamilton contro le otto attuali) mentre la Ferrari occupava la piazza d’onore nella classifica riservata ai team, a cinquantacinque punti di distanza dalla Mercedes. Un anno dopo il Cavallino è invece leader anche nella classifica costruttori, con venti punti di vantaggio sempre, ovviamente, sulla Mercedes. La mancanza di affidabilità manifestata dal team campione del Mondo ha avuto il suo peso sulla classifica attuale, ma un contributo importante è arrivato anche da un Kimi Raikkonen più redditizio. Nonostante gli incolpevoli stop in Bahrain e Spagna, Kimi vanta diciotto punti in più rispetto al 2017. Il passo avanti della Ferrari è confermato anche dai riscontri arrivati in qualifica, con un 5-4 a favore della Mercedes (ma spesso con margini ridottissimi) che è molto diverso dall’8-2 del 2017.
Mercedes: il -63 è un campanello d’allarme
Il dato che emerge in modo più evidente è che nelle prime dieci gare della stagione il team campione del Mondo ha conquistato ben sessantatré punti in meno rispetto allo scorso anno. Mentre il punteggio di Hamilton non è lontano da quello di dodici mesi fa (il bilancio di Lewis è in negativo, ma di soli tredici punti), a penalizzare la Mercedes è il bottino di Bottas, che ha lasciato sul campo ben cinquanta lunghezze rispetto al 2017. Sulla classifica del finlandese pesano molto il ritiro di Baku (foratura mentre era in testa a pochi chilometri dalla bandiera a scacchi), la safety car di Shanghai ed il tamponamento subito da Vettel nel Gran Premio di Francia. Nel 2017 Valtteri dopo dieci gare aveva già messo in archivio due vittorie, tre secondi e due terzi posti, mentre nel Mondiale in corso il suo bottino vede solo quattro piazze d’onore. Un girone d’andata decisamente inferiori alle previsioni, quello della Mercedes, ma il potenziale per rifarsi dopo il giro di boa c’è proprio tutto.
Renault e McLaren si contendono il ruolo del miglior “passo avanti” al termine della prima metà del 2018. Nel caso del team inglese non era però un’impresa proibitiva, dovendo incrementare il parziale di due soli punti conquistati dopo le prime dieci gare della scorsa stagione. Le due grandi deluse di dodici mesi fa hanno reagito, anche se le aspettative erano comunque ben diverse rispetto a quanto ottenuto. Trend positivo anche per Haas, nonostante i punti lasciati sul campo per tanti e differenti motivi, e Sauber, la cui classifica riflette perfettamente i progressi evidenziati sul campo. Ovviamente con Renault e McLaren sono risaliti anche Fernando Alonso e Nico Hulkenberg, così come Kevin Magnussen, probabilmente la maggior sorpresa del girone d’andata degli ‘altri’.






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